FROM THE GUTTER TO THE
STAGE
(Atlantic Records, 1996) written by: Jo
1993... o giù di lì, esce FROM THE DUNGEONS TO THE
STREETS, edito solo in USA, raccolta mozzafiato di 16 brani tra cui ben 5 live
version!!
1996... 7 novembre, esce FROM THE GUTTER TO THE STAGE, un doppio CD che
percorre, tra quindici brani e quattro bonus tracks, le tappe più significative
della lunga storia dei Savatage: proprio quella che li ha portati dal
"gutter" allo "stage"....
Dal punto di vista grafico il Cd si presenta senza ombra di dubbio alla grande:
in copertina, come ormai tutti sanno, c'è la mitica chitarra di Criss avvinta
da un tralcio di rose (foto interna del Cd Streets) e sul retro una bella
e suggestiva foto di Zachary Stevens scattata durante un concerto. Ma la cosa più
bella, oltre naturalmente al contenuto musicale, è il booklet di ben 24 pagine
completo di testi delle canzoni e foto inedite della band. Il libricino si apre
con un breve riassunto della storia della band per poi dare una descrizione
a ciascun brano contenuto; si chiude invece con la toccante foto dell'albero
dedicato dai fans della Florida a Criss, piantato accanto alla sua tomba.
Unica
devastante pecca di questo booklet è che la maggior parte delle stupende foto
sono state "rovinate" dalla sovrapposizione dei testi. Per chi non
avesse ancora il Cd, questa è la scaletta: Sirens
(unico live)
Power of the night, Prelude to madness, Hall of the
Mountain King, When the crowds are gone, Silk and Steel, New York City don't
mean nothing, Agony & ecstasy, Believe, Edge of Thorns, Chance, Mozart and
Madness, One child. Le
bonus tracks sono Shotgun
innocence e
Forever after che
sono state tratte dalla versione giapponese di Edge of Thorns,
DT Jesus versione
ballad di Jesus Saves che apre un'edizione limitata di DWD arricchita però da
azzeccati cori gospel e l'unica vera novità del disco, l'inedita
This is where you should be.
Questa è stata composta nel tour di hall of the Mountain King e nonostante
appartenga ad un periodo artistico in cui i Savatage non facevano ballads, può
essere comunque inserita tra le più belle del loro repertorio !! Presagisce in
un certo senso a ciò che il futuro avrebbe portato alle composizioni del
gruppo, cioè un'orchestrazione molto più ricca e assai più completa. Un certo
recensore all'interno di una nota rivista metal mensile italiana (non faccio
nomi: non è Metal Shock, Flash, non è neppure Psycho! ...) ha recensito la
raccolta dicendo, tra le altre cose, che: "... i Savatage non hanno ormai
più molto da dire...".
Beh, forse il tizio non ha ascoltato la raccolta giusta, oppure non l'ha
ascoltata bene, o forse non conosce bene i 'Tage, non so e non voglio neanche
sapere, ma secondo me una band grande come loro con un passato glorioso come il
loro con una raccolta non hanno chiuso un'era creativa ma semplicemente si
apprestano ad aprirne una nuova.
BUON FUTURO, 'TAGE !!!!