JON OLIVA'S PAIN

 


Finalmente vede la luce 'Tage Mahal, primo album solista di Jon Oliva e della sua band, i Pain. Chiariamo le cose... i Savatage non si sono sciolti... ma siccome la Trans-Siberian Orchestra è diventata prioritaria per i nostri eroi, ed in questo periodo impegna moltissimo Paul O'Neill, Jon e Chris hanno pensato di ingannare l'attesa con due album solisti.

Il disco di Caffery non mi ha entusiasmato... carino, con buoni spunti, ottima prova vocale di Chris ma, come songwriting, niente che mi abbia colpito profondamente. Discorso diverso occore fare quando si parla del lavoro di Oliva che, ancora una volta (ce n'era bisogno?!), dimostra il suo talento compositivo e canoro. E' una miscela di tutto quello che Jon ha fatto nella sua carriera, come lui stesso aveva definito: un intreccio tra i Beatles più pesanti ed i Black Sabbath... credo che non deluderà i fan dei Savatage e permetterà di ingannare l'attesa per il nuovo album della band, che si spera vedrà la luce alla fine del prossimo anno o all'inzio del 2006.

Nel complesso il disco è molto bello... ma stavolta faccio uno strappo alla regola e mi lascio andare ad una recensione dettagliata!

Si parte con "The Dark", un pezzo sulla scia dei Savatage di "Commissar" e della TSO di "Beethoven's Last Night". Intro piano-voce molto "blues" e poi l'improvviso incedere meastoso dell'intera band... con un Jon più "cattivo" che mai. Gran pezzo.

La seconda canzone è una sorta di mini-tributo ai 'Tage (Sava, non Mahal! ;-) perché i testi di entrambe le strofe sono un collage dei titoli delle canzoni dei Sava. Un esempio: "He enters the Hall of the Mountain King, Beyond the Doors of the Dark, Flying on Strange Wings". Canzone semplice ma che mi piace assai!

La traccia numero 3 è la splendida "Guardian Of Forever". Pezzo molto lungo con parecchie parti strumentali ma non per qusto meno bello... anzi, sinceramente lo considero il più ispirato del disco. La strofa in particolar modo è veramente strana... io mi sono trovato a cantarla per 2 gg dopo averla sentita. Vi basti sapere che questo è il pezzo che è piaciuto di più a Paul O'Neill.

Al numero 4 troviamo "Slipping Away", canzone che inizia con un ritornello un po' "beatlesiano" e che più si rivela essere uno dei pezzi più aggressivi del disco con un Jon, a mio avviso, decisamente "impiccato"... tanto da risualtare quasi poco gradevole... putroppo non siamo più nel 1987! Non è una brutta canzone... semplicemente è probabilmente quella che mi piace meno.

"Walk Alone" è la traccia numero 5. Un intro di piano tesse l'armonia che sarà poi seguita anche dalla voce... una sferzata di potenza arriva presto con l'ingresso dell'intera band. La classica ballata metal stile Savatage, anche se non riuscita come altre.

Strano titolo è risevato alla 6 canzone del cd: "The Non Sensible Ravings of the Lunatic Mind". Dopo un inizio molto sinfonico si passa ad una strofa accattivamente e potente... personalmente la adoro! Bel ritornello anche se meno fantasioso. Finale un po' forzato ma che cmq non intacca la bellezza del pezzo.

Un pezzo molto guitar oriented e decisamente cattivello è "No Escape", traccia numero7, dove suona la batteria il buon vecchio Steve "Doc Killdrums" Wacholz. Canzone molto aggressiva e ben riuscita... un po' stile Doctor Butcher. Gran pezzo.

"Father, Son, Holy Ghost" è un altro pezzo dal sapore un po' "beatlesiano", caratterizzao da un pianoforte alla gutter ballet che segna il tempo. Anche questo è un pezzo discreto, senza essere trascendetale.

Come tracce 9 e 10 troviamo lo bellissime "All the Time" e "Nowhere to Run". La prima con un gran bel riff ed una splendida strofa... caratterizzata da un sound simile agli ultimi 2 album targati Savatage. La seconda con una strofa sognante, grazie ad un bel arpeggio di chitarra, ed un ritornello quantomeno epico. Entrambe ottime!

L'undicesima canzone è la cattivissima Pain. Anche questa un po' stile Doctor Butcher con un Jon che si strozza a furia di urla. Niente male!

Il pezzo 12 è un brano abbastanza strano... una strofa sul parlato strascicato ed un ritornello, invece, decisamento più tipico per gli ultimi Savatage. Nel complesso niente male!

L'ultima traccia una acoustic ballad nella quale Oliva sfoggia un falsetto inaspettato. Bella canzone... decisamente atipica per il Mountain King.

Giudizio complessivo più che buono... senza grossi punti deboli. Ottima prova Jon! ...anche a livello di produzione! Un disco da avere assolutamente! :-)

by Paolo

Un ringraziamento speciale a Silvia e alla Kizmaiaz per la collaborazione!