Quello che segue è il diario di bordo che la vostra impavida inviata ha stilato
sulla via del ritorno alla civiltà dopo aver assistito al tanto agognato
concerto dei Savatage a Colonia. Enjoy it!
* * * * *
Dal diario di bordo di Marta
"Oddio, dove sono?" Beretta
21 agosto, su un treno da
qualche parte tra Bonn e Karlsruhe -
CAPITOLO I° : Sono partita da Colonia questa sera alle 21...
Sono partita da Colonia questa
sera alle 21, e si prospetta davanti a me una lunga notte insonne. Mentre fuori
dal finestrino il verde e piatto paesaggio tedesco sfila veloce, tra le
chiacchiere di compagni di scompartimento eccessivamente loquaci, il russare di
un baffuto nonno tedesco e lo sferragliare regolare del treno, quale momento
migliore per rievocare gli avvenimenti di cui ero partecipe esattamente 24 ore
fa (datemi una macchina del tempo!)? Di cosa sto parlando? Di qualcosa che voi,
pigri (qualcuno dirà "saggi", ma non ascoltatelo: ha torto!) lettori
e membri di Hounds non avete visto quest'anno, mentre la sottoscritta sì: I
Savatage dal vivo, perbacco! Ed ora non trinceratevi dietro le solite scuse da 4
soldi: "Io non lo sapevo", "Io ero in vacanza", "Io non
avevo i soldi", "Io non volevo sobbarcarmi 11 ore di treno",
"Io mi ero rotto tutte e due le gambe"... E VI SEMBRANO BUONI MOTIVI
PER BIGIARE IL CONCERTO?? Vergogna! (Marta-Hitler) Così la sottoscritta è
andata sola soletta nella (poco) ridente, ventosa e gelida città tedesca per
assistere a quest'unico, esclusivo show che i Savatage hanno regalato al
pubblico europeo in occasione dell'appuntamento annuale con il Popkomm. Per
raccontarvi i "prima" e i "dopo" concerto ci vorrebbe un
supplemento bello peso alla fanzine, un libretto dal probabile titolo "Le
avventure di Fantozza nella Terra dei Crauti", un saggio
umoristico-demenziale di infima categoria! Protagonista una giovane italiana
alta un metro e una banana di traverso con un enorme zainone in spalla, vestita
di una salopette di jeans troppo grande un felpino striminzito troppo piccolo e
simpatici sandaletti estivi, che trema nel vento gelido e si rigira perplessa
tra le mani una cartina della città, mentre mormora afflitta: "Ma... ma
come? Mi sono persa un'altra volta!?!" e poi scoppia a ridere come una
matta! Well, ecco la summa delle mie esperienze extra-musicali nella trasferta
tedesca! (Esistono foto compromettenti di Marta-Turista... spero per voi che non
ne vediate mai!)
CAPITOLO II°: Ma poichè questa dovrebbe essere una recensione musicale...
Ma poichè questa dovrebbe
essere una recensione musicale e non un racconto vi viaggio, veniamo al momento
in cui la nostra eroina si incammina verso il locale che ospiterà l'evento: il
Live Music Hall. Lo raggiungo dopo numerose peripezie, svariate (dis)avventure,
parecchie birre a scrocco, vergognose figuracce, innumerevoli giri a vuoto sotto
la pioggia: da fuori è moderno e accogliente come una discarica abbandonata da
30 anni, ed è dislocato in periferia, ma così perifericamente periferico che
è oltre l'orlo della mia cartina! [e noi che ci lamentiamo dell'Aquatica solo
perchè piove dentro e del Babylonia solo perchè è disperso tra mucche e
pascoli... incontentabili!]. Dopo le incomprensioni di rito con l'omino addetto
alla guestlist, che aveva deciso che io il concerto dovevo sentirlo da fuori
(Grazie! Ma non sarà mica una spia della Rock & Dogs in missione segreta
all'estero? Riconosco lo stile!! *grin*), riesco a farmi strada dentro al locale
e tra le primissime file. Lo show inizia presto, e scopro con piacere che il
primo gruppo spalla sono i Freedom Call, fautori del più classico power tedesco
ben condito di cavalcate epiche, ritornelli anthemici e tonanti, posture fiere e
riffs accattivanti ed orecchiabili. Nulla di nuovo, ma la mancanza di idee
davvero originali è ampiamente compensata da energia ed entusiasmo. Il pubblico
risponde bene, e la mezz'ora del set dei Freedom Call passa velocissima. La band
tedesca cede presto il passo , ahimè, agli infami Skew Siskin. All'inizio mi
sentivo molto ignorante poichè non avevo idea di chi fossero costoro, ma dopo
tre pezzi ne ero felice ed orgogliosa, e penso proprio di continuare ad
ignorarne l'esistenza per il resto della mia vita! Questi 4 loschi figuri
capitanati da una bionda vocalist che all'età di 3 anni deve aver inghiottito
inavvertitamente un rotolo di carta vetrata e da allora non si è mai ripresa
dall'increscioso incidente domestico (Immaginate Marge Simpson che canta pezzi
degli AC/DC? Uguale!), mi hanno davvero scocciata in modo intollerabile, con le
loro songs tutte uguali, riffs triti e ritriti, linee vocali monotone e
sgraziate, indugiando sui luoghi comuni più scialbi dell'hard rock... QUALCUNO
TRA IL PUBBLICO HA UNA PISTOLA, PER FAVORE? In prima fila, davanti a me, un
giornalista si produce nella più lunga ed impressionante sequela di insulti e
volgarità mai sentite dirette al quartetto disgraziato, ed io accolgo con
entusiasmo l'iniziativa e mi unisco prontamente a lui... tanto le parolacce in
italiano non le capisce nessuno, ma vuoi mettere la soddisfazione??? ;)
Mi guardo intorno: siamo in molti ad aspettare trepidanti il momento in cui 'sti
Spiù Skifis, ops, pardon, Skew Siskin, si toglieranno di torno...
CAPITOLO III° : Finalmente dopo una lunga attesa arriva il momento...
Finalmente dopo una lunga
attesa, arriva il momento in cui le luci si spengono... la macchina del fumo si
accende ... la folla ruggisce ... la macchina del fumo soffia furiosamente ...
l'intro "Visions" tuona dalle casse ... la macchina del fumo continua
a funzionare imperterrita ... l'adrenalina entra in circolo ... la macchina del
fumo sfrigola ... la gente grida sempre più forte ... la macchina del fumo
rigurgita nuvoloni bianchi... CHE IL TECNICO SI SIA FATTO PRENDERE UN ATTIMINO
DALL'ENTUSIASMO?? Stanno bruciando qualcuno sul palco??? Che succede??? :O Le
prime 10 file sono semi-soffocate ed accecate (conseguenze del coreografico
effetto nebbia-in-val-padana!) quando... SBAAAAAMMMM!!!! "City beneath the
surface" è la prima song del set, e ci tramortisce tutti ! Ma non c'è
scampo, "Holocaust", "Warriors" e "Legions"
seguono a ruota: le ostilità sono aperte, e non c'è tempo di prendere fiato!
I Sava appaiono subito in forma brillante e non si risparmiamo, riversando per 2
ore e mezza su un pubblico entusiasta tutta la loro energia, potenza e passione.
Si innesca subito un ottimo feedback con il pubblico, e lo show prosegue a
gonfie vele. Il corpo principale della scaletta è all'incirca il medesimo
dell'ultimo tour, una miscela equilibrata di brani vecchi e nuovi, e così
passiamo di nuovo attraverso la potente "Dead Winter Dead", la
polifonica "Chance" e il cavallo di battaglia "Jesus Saves"
cantato a gran voce dalla folla numerosa. "Edge of Thorns" segue,
scandita dai tasti d'avorio di Mr. Oliva, e poi cede il passo a "The Wake
of magellan". eseguita in azzeccatissima medley con "One child",
per poi sfumare in una "The Storm" ben eseguita dal virtuoso Al
Pitrelli (anche se qualche imprecisione questa volta si è fatta sentire...). E'
la volta di "Tonight he grins again" e "NYC don't mean
nothing", cantate dal Mountain King in persona. Riprendiamo fiato sulle
note di "Stare into the sun", ed è la volta di fare ancora un salto
nel passato: "Streets", "Strange Wings" cantata in duetto da
Jon e Zak, e l'intesa "Ghost in the ruins".
Quasi due ore sono già scivolate via, quando alle spalle di Mr Caff vengono
montate due tastiere extra. A cosa serviranno? Elementare, Watson! A regalarci
altre 2 sorprese che coroneranno una serata già di per sè indimenticabile e
sopra le righe.
Ora, apriamo una piccola parentesi: come vi immaginate che facciano i Savatage a
scegliere i brani della scaletta di uno show? Io me li vedo, seduti attorno a un
tavolo, e presumibilmente il Mt King prende la parola e chiede: "Allora,
cosa ci inventiamo questa volta per far venire un infarto ai nostri benamati
fans?". E quindi uno alla volta i presenti tirano fuori le idee più
incredibili, con l'aria da cospiratori, gli occhietti ridenti e il sorrisino da
furbetti! "Facciamo Chance tutta intera e Alone You Breathe" disse uno
qualche anno fa ... "Facciamo un medley A little too far-Heal my soul -
Believe", suggerì un altro ... "Facciamo un set acustico con
Silk&Steel - Sleep - Only Women Bleed - Not what you see " propose un
altro ancora ...
Ora, IO VORREI SOLO METTERE LE MANI SULL'ATTENTATORE AL MIO POVERO CUORICINO CHE
UN BEL GIORNO ATTORNO AL TAVOLO DELLE COSPIRAZIONE HA DETTO: "Facciamo
Summer's Rain" !! Oh yes! Avete letto bene! Al si impossessa delle tastiere
extra e la song inizia, Jon la canta, ed io tocco il cielo con un dito! Ad un
secondo dall'inizio dell'assolo, la mia mente formula in rapida successione 3
pensieri: Ommmadonna l'assolo! + E' il mio solo preferito di Criss Oliva + Gesù,
fa' che Chris lo suoni bene. Chiudo gli occhi, e me ne pento subito: ho i
brividi e la certezza che se li riaprissi, sul palco a neanche 2 metri da me ci
sarebbe Criss Oliva... invece guardo, ed è un Christopher biondo che termina
l'assolo e la canzone. Ecco, i Savatage mi hanno fregata di nuovo: per una volta
che ero pronta psicologicamente a non commuovermi su Believe (che eseguiranno
subito dopo), ecco che mi ritrovo lo stesso con gli occhi lucidi! Tant'è che un
headbanger scatenato modello "brother of metal" che è al mio fianco e
con cui ho fatto casino per 20 per tutta la sera, mi guarda preoccupato e mi
chiede se mi sento male... No, no, grazie... è solo che ho le allucinazioni...
DITE UN PO', SAVAGUYZ: MA VOLETE VEDERMI MORTA? SANPARAFULIMNE, AVVISATE PRIMA
DI FARE QUESTE COSE ! ;))
Tornano due classici a concludere la setlist: le immancabili Sirens e Gutter
Ballet.
Ma non è finita! La prima sezione di bis vede un nuovo protagonista sul palco,
che si piazza dietro le tastiere extra. All'inizio non lo riconosco (che novità!
A volte non riconosco neanche me stessa allo specchio!), poi viene presentato:
è Bob Kinkel, l'arrangiatore che dai tempi di Gutter Ballet opera dietro le
quinte con Jon e Paul O'Neill in fase di composizione. E con l'inedita
formazione a 7, i Savatage si cimentano in un'impresa temeraria che pochi animi
impavidi hanno tentato finora ... una quest tale che neppure gli autori di tale
capolavoro hanno mai osato presentarlo in versione integrale dal vivo! Chi ha già
indovinato?? BOHEMIAM RHAPSODY! Sissignore, in versione completa, cori e tutto
quanto, eseguita in maniera davvero impressionate. Che dire davanti a cotanta
classe? Ammutolisco, e mi sembra di vedere Criss Oliva e Freddie Mercury che
sorridono, mentre guardano su di noi con aria compiaciuta [CORO: Marta, che hai
fumato?? ;) ]
Segue una succulenta anteprima dal prossimo album targato Trans-Siberian
Orchestra (in uscita a gennaio), una funambolica song in cui i Savatage duettano
con le immortali note di Beethoven, "Last Illusion".
Ed infine ecco l'ultima sessione di bis, con le trascinati "Power of the
night" e "Hourglass". Le forze sono allo stremo, la coraggiosa
inviata di Hounds in trincea sta per soccombere per disidratazione a causa del
caldo tropicale che si è sviluppato nel locale, quando sull'acclamatissima
"Hall of the Mountain King" e la conclusiva "Christmas Eve -
Sarajevo 12/24" il sipario cala. I Savatage prendono congedo da un pubblico
entusiasta e riconoscente, schierati nell'inchino finale che giustamente
comprende anche Bob Kinkel e un recalcitrante, piuttosto timido Paul O'Neill,
che Chris pesca nelle vicinaze del palco e porta alla ribalta. Gli applausi
scrosciano copiosi, e sono tutti meritatissimi.
Un altro show memorabile è finito, un altro capitolo dell'opera, un altro sogno
realizzato.
Grazie Savatage, alla prossima!
- Marta
* Vorrei ringraziare le
seguenti persone che, consapevolmente o meno, hanno contribuito
significativamente a quanto sopra descritto ( e non!):