POETS AND MADMEN ( SPV 2001)
recensione di ~ Marta ~
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Non sono al mio primo ascolto di Poets And Madmen, neè al secondo nè al terzo... è solo dopo aver a lungo ascoltato ogni traccia, averla suonata, pensata e assimilata che mi accingo a scrivere questa recensione. Se devo essere sincera, al primo ascolto di questo disco non sono corsa in giro per la stanza gridando al miracolo, e per questo sarò indulgente verso i soliti criticoni che dopo 3 ascolti frettolosi si lamenteranno che si aspettavano di più da un album tanto atteso, rimandato, desiderato, discusso e travagliato. Io sono una fan ma sono anche una persona abbastanza critica che non lascia passare nulla neanche, Anzi, soprattutto a una band che tanto vale e tanto deve dare come i Savatage. Ci sono voluti molti ascolti attenti per apprezzare al 100% la bellezza di ogni nota, l'intelligenza e le sfumature dei testi, le atmosfere cupe e inquietanti, la storia intensa e la produzione brillante e potente MA adesso posso affermare con certezza che questo disco per me è davvero un CAPOLAVORO! Ci sono tutti i Savatage e la loro storia in questo disco, la potenza, la cattiveria, la classe, il talento, il cuore e la rabbia! Ma basta con le chiacchiere, lasciamo parlare la musica!
Per una descrizione
precisa della storia cliccate qui e leggete l'intervista a Jon Oliva. Poi
tornate a leggere la recensione! La musica inizia nel momento in cui i tre
ragazzi entrano nella casa abbandonata ("there
in the silence") dove, come dice Jon,
"lì nel silenzio qualcosa si nasconde, qualcosa giace, qualcosa muore,
qualcosa respira" ... è inquietante l'atmosfera così come lo è la
voce di un Jon Oliva in grande forma! L'incipit del disco è piuttosto insolito
something hides, something lies, something dies, something breathes"... Jon
è davvero inquietante cupo, la canzone è ricca di stacchi, cambi di tempo,
riffs pesanti e idee variegate, mentre il finale sfodera un giro interessantissimo
che potrebbe essere una song a se stante dentro a un brano che definire
progressive non sarebbe neanche troppo sbagliato! !
Il
brano numero 2 non è una novità per chi ha già fatto suo il singolo "Commissar"...
un breve intro pianistico lascia spazio a una canzone che mi è piaciuta
moltissimo fin dal primo ascolto ed è divertentissima da suonare, potente e accattivante
al punto giusto, che un cantato orecchiabilissimo nella prima parte, sfocia in
una parte centrale che è una sferzata di rabbia e si chiude con un monumentale
assolo che dichiara senza mezzi termini le intenzioni chitarristiche di questo
album, perfettamente bilanciato tra tecnica e sentimento, con alcuni passaggi
alla Criss Oliva davvero notevoli. Una pacca sulla spalla al signor chitarrista,
gran bel lavoro! Questo da una parte genera una song anomala con una struttura
sbilanciata, ma ad'altra parte offre un'alternativa valida alla solita canzone
strofa-bridge-ritornello-assolo-ritornello-finale che comunque non viene a
mancare in altri brani.
"I
Seek Power" è oscura, cupa, graffiante e
disperata e Jon la canta in maniera maestosa
senza risparmiarsi affatto, adoro il crescendo che porta a sputare un chorus
infuocato, deve essere un brano che dal vivo rende tantissimo! Se invece devo
fare una critica a qualche canzone su questo disco, senz'altro a mio avviso
l'unico caldo i tono è rappresentato da "Drive"
che, per quanto possa essere una gran pezzo per i Doctor Butcher, porta addosso
il peso di un brano scritto qualche anno fa e non è a mio avviso al livello
qualitativo della composizione degli altri brani, pur restando una canzone
piacevole in pienos tile Doctor Butcher, appunto. Ma
non lamentiamoci troppo, perchè è in arrivo il pezzo forte signori e signore: "Morphine
Child", anche conosciuta come "Cantations"
da chi ne ha seguito la genesi interminabile dalle parole di Chris sul message
board ufficiale! E' senza ombra di dubbio una delle canzoni più complete e
complesse e dannatamente buone che i Savatage abbiano mai dato alla luce, e
potrei scrivere un romanzo solo per descriverne ogni sfumatura, ma invece
prenderò in prestito una sola parola dalle descrizioni che Chris ci fece a suo
tempo: COOL!!! Rilassatevi, aprite le orecchie e la mente, chiudete gli occhi,
alzate il volume ed ecco che arrivano 10 minuti di tutto ciò che rende i
Savatage la band unica che sono: un riff accattivante, ritmiche non scontate,
arpeggi originali, voce impeccabile, testo profondo e indimenticabile e un giro
che ti resta in testa e canticchierai senza scampo per giorni! E poi, dulcis in
fundo, i tanto celebri intermezzi vocali che da Chance in poi hanno fatto
storia, ma questa volta non sono eseguiti da una sola voce sovrapposta come
faceva Zak in studio, ma da diversi cantanti che hanno prestato la voce per
creare questo tessuto canoro dal suono caldo, realistico e massiccio... davvero
grandi! Gradisismo lavoro ragazzi, vorrei avere tante mani per poter dare
a questa canzone più di due pollici in sù! :)
MA non è mica
finita! Una choitarra acustica fa capolino all'inizio della song successiva,
"The
Rumor (Jesus)". Il testo di questo brano mi ha
molto impressionata e mi ha ricordato lo stile di "St. Patrick's" per
tema e intensità. Belli gli stacchi elettrici che si intervallano con quelli
acustici. "Man
in the Mirror" è introdotta da un riff al
basso piuttosto piacevole e si rivela una song nel classico stile Savatage, con
un cantato orecchiabile e questo basso molto presente che tiene Johnny occupato
per l'intera canzone. Eeeeeee via si parte! Non posso non cantare questo
refrain, è troppo bello! "Give me one final chance, give me one final dance, give
me one magic line, take a minute of my time" Vai così Jon! :)
"Surrender" in qualche modo mi ricorda "Turns to me"... la musica non ci assomiglia e anche la struttura della song non è esattamente la stessa, ma l'inizio lento e l'splosione di potenza massiccia con la band che si muove all'unisono è la medesima ... questa è una delle canzoni che all'inizio non mi piacevano moltissimo, ma ascoltandola ne ho colto più tardi la bellezza e scommetto che dal vivo sarà davvero un calcio in faccia! Bello il riff di basso che duella con la chitarra sulla successiva "Awaken", dove il gioco pieni-vuoti tra sezione ritmica e chitarre/voce detta il passo. E per finire la conclusiva "Back to a reason", l'univca song che ci si potrebbe azzardare a chiamare power ballad su questo album. Inizi infatti con un piano su una progressione di accordi piuttosto insolita per i Savatage e Jon con la voce più dolce del suo repertorio accarezza un testo che è tra i miei preferiti in questo album, ma questa non è una semplice ballad! La song è infatti impreziosita da un movimento centrale scandito e ben inserito che la eleva un gradino sopra lo status di semplice "brano lento" ed è la chiusura ideale di un gran disco.
Per
chi possiede l'edizione con la bonus track, si tratta di "Stay with me a while",
una canzone veramente valida che è un pecccato non sia inserita su tutte le
versioni del disco,. Intro pianistica, ritmiche possenti, bella linea vocale
pulita e melodia di chitarra azzeccatissima, l'ultima gemma sul nuovo diadema
dei Savatage. I Savatage sono
tornati, questo sarà decisamente il loro momento e sono certa che faranno
davvero faville quest'anno! Non vedo l'ora di sentire i brani live e... non
avrebbero potuto fare di meglio, questo è già disco dell'anno per me!
***** MESSAGGIO DI JON'S PRIMA DELL'USCITA DEL DISCO *****
I grandi
eventi sono spesso presagiti: è stato ardentemente atteso, ed è stato
annunciato e rimandato per almeno due anni, ma alla fine il nuovo album dei
Savatage, Poets and Madmen, uscirà nella primavera del 2001. "Abbiamo
finalmente messo tutti i pezzi insieme", dichiara Jon Oliva con ovvio
sollievo."The nuove canzoni sono state appena masterizzate. Inizialmente
avevamo pianificato la data della pubblicazione per febbraio, ma credo che
l'inizio di Marzo sia più realistica. Dopo tutto, abbiamo dovuto lavorarci
duramente e questo porta via tempo. In
particolare, Paul sta girando gli States
con la TSO, attualmente, progetto che impegna anche Dave Wittman, il nostro
ingegnere del suono. Quindi non è che stiamo a girarci i pollici per mesi".
Stilisticamente il materiale di P&M non
necessariamente prende la stessa
direzione musicale dei precedenti album come Streets, Sirens o The Dungeons Are
Calling, ma lo stesso feeling dei primi tempi sembra essere tornato. Allo stesso
tempo, i pezzi sono rimasti fedeli alle sonorità orchestrali dei due ultimi
dischi, Dead Winter Dead e The Wake of Magellan, che sono debitori, in larga
misura, al lavoro del produttore Paul O'Neill. "Penso sia un eccitante
incrocio di tutto quello che abbiamo fatto negli ultimi 15 anni", dice Jon
per descrivere i nuovi pezzi, "non che siamo tornati allo stile di Hall Of
The Mountain King, ma Poets And Madmen ha un sacco di affinità con lo spirito
dei primi dischi che abbiamo fatto uscire, dal 1985 in poi". I rifermienti
a quegli album dei tempi in cui i Savatage erano ancora un quartetto sono
garantiti dal fatto che la band ha registrato praticamente tutto il nuovo disco
come quartetto, dal momento che Al Pitrelli è entrato nei Megadeth e Zak
Stevens ha inaspettatamente lasciato la band. "Fortunatamente lavorare in
quattro non è una cosa nuova per i Savatage, lo abbiamo già fatto. La mancanza
di Zak è una grossa perdita per noi, ma d'altra parte capisco la sua decisione,
poichè noi abbiamo una lunga e pressante richiesta di posti dove suonare che ci
toccherà soddisfare; ma sono convinto che per i Savatage sia venuto il momento
di fare un grande tour, perchè è l'unica cosa che ci manca di fare in tutti
questi anni. E Zak ha una famiglia, e non vuole lasciare sua moglie e sua figlia
per così tanto tempo". A dispetto delle voci di corridoio che suggerivano
il contrario, i
Savatage non hanno ancora trovato un sostituto per il ruolo di
cantante; l'attuale vocalist dei Royal Hunt, John West [con il quale Marta può
già sfoggiare una foto insieme, quella che trovate nella sezione "la
redazione" del nostro sito! Che abbia doti di preveggenza ? :) - Rob], è
un possibile candidato ma non è stato ancora deciso niente. "Ovvio che il
nome di John West sia saltato fuori, dopo tutto è un buon amico e ha dimostrato
di andare d'accordo con noi, ma bisogna sempre provare come una nuova voce si
adatti alle canzoni. In Gennaio audizioneremo 3-4 cantanti ben noti, che
attualmente sono in altre bands, ma per ora non farò i nomi per evitare magagne.
Dopo tutto dobbiamo andare a rubarci il cantante di un'altra band, ci vuole una
certa dose di tatto". E inoltre c'è un'altra possibilità: se i Savatage
non sono fortunati nella ricerca, Jon oliva stesso poerbbe incaricarsi del ruolo
di singer anche per il tour, con una opzione per Zak Stevens di partecipare ad
una parte del tour [immagino le date americane - Rob]. Forse non è la soluzione
ideale, ma è una soluzione che molti fans condividerebbero. Va inoltre
rimpiazzato Al Pitrelli, del quale comunque si potranno sentire un paio di
assoli sul nuovo album, registrati prima della sua dipartita. "Più ci sono
musicisti nella band, più il materiale è variegato", spiega Jon, "certamente
Chris potrebbe fare tutti gli assoli se ce ne fosse il bisogno, ma non è quello
che vogliamo. Parallelamente al cantante, proveremo vari chitarristi a gennaio".
Anche in questo caso Jon è riluttante a tirar fuori i nomi, ma l'exchitarrista
dei Testament Alex Skolnich, che ha già collaborato con i Savatage su Handful
of Rain, appare favorito per il ruolo di chitarra solista [tra l'altro, ha fatto
il recente tour con la TSO - Rob]. "Non si può mai sapere quello che
accadrà", continua Jon, "potrebbe addirittura tornare Al; e se tutto
andasse storto, faremo il tour come quartetto [oddio, non sia mai!!! -
Rob]". Nel frattempo, la copertina di Poets and Madmen è stata completata,
ancora una volta è opera di Edgar Jerings, come per Dead Winter Dead e The Wake
of Magellan. Secondo Jon Oliva l'artowrk è "... alquanto sinistro, un
oscuro, strano e pauroso tipo di copertina". Il design fa riferimento alla
storia di un fotografo americano, il cui lavoro in aree in crisi gli causa
parecchi traumi che alla fine lo portano al suicidio. La storia di Poets &
Madmen segue tre bambini che inavvertitamente entrano in un ospedale
psichiatrico chiuso da tempo, dove scoprono un archivio con le vecchie cartelle
dei pazienti. Uno di questi pazienti era un fotografo di successo, che aveva
documentato le guerre civili nell'Africa centrale ed aveva finito per perdere la
ragione a causa della brutalità di queste guerre, in particolare per la
situazione di una piccola ragazza che era morta di fame. Dopo molti abusi di
alcool e droghe, egli finalmente viene ricoverato. Dopo che la clinica aveva
chiuso, egli era ritornato nell'edificio vuoto in cerca di pace e riparo. I
bambini rimasero così in contatto con lui e il suo destino. Per quanto riguarda
le canzoni, non è ancora chiaro quante delle 15 registrate finiranno sul disco;
ce ne saranno sicuramente almeno 11, tra cui 'Do You See Commissar`, 'Poets and
Madmen', ´I Seek Power`, ´Drive`, ´Cantations`, ´Surrender`, ´Man In The
Mirror`, e ´Got To Get Back To A Reason`. Il tour dovrebbe iniziare un paio di
settimane dopo l'uscita del disco, forse proprio dall'Europa, all'inizio di
Marzo [pare invece che a Marzo ci sarà il tour di Beethoven's last night,
mentre il tour di P&M sarebbe spostato di un paio di mesi Rob]. Jon Oliva
non vede l'ora: "Voglio salutare tutti i nostri fans, devono pazientare
solo altre 4 settimane e le decisioni importanti saranno prese. Ci vediamo in
tour!".
Ci saremo, Jon!